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Vivere o recitare? PDF Stampa Email
Sabato 26 Marzo 2011 15:55
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VIVERE O RECITARE? QUESTO E’ IL PROBLEMA

La straordinaria vita di Vittorio Gassman nella sua duplice natura di mitico attore e grande uomo, raccontata dai figli, dagli amici e dai colleghi nel docu-film Vittorio racconta Gassman: Una vita da mattatore, proiettato a Trani durante la rassegna cinematografica del Circolo del cinema di Dino Risi, curata da Vito Santoro e Lorenzo Procacci Leone.
Un docu-film davvero sorprendente anche se incentrato sulla figura di un uomo che tutti conoscono e amano. La straordinarietà del lavoro del regista Giancarlo Scarchilli, collega e carissimo amico del protagonista di questo film, è proprio quella di riuscire a meravigliare raccontando qualcosa che tutti sanno. Ma in realtà quello che non sapevamo, forse, è che l’immenso Vittorio Gassman, un mito per tutti coloro che amano il cinema, il teatro e l’arte, non era poi così immenso nella sua vita, nella sua vera essenza. 

La recitazione era diventata una vera e propria maschera che lo costringeva a nascondere il suo vero sé stesso, timido e introverso, per restituirci lo statuario e imponente attore che noi tutti abbiamo conosciuto e ammirato. Una duplicità che gli è costata cara, anche se, come lui stesso dice nel documentario, “ne è valsa la pena”.

 

Gode di momenti divertenti, interessanti e anche commoventi Vittorio racconta Gassman: Una vita da mattatore che risulta un’operazione molto lodevole anche perché non si abbandona ad una facile apologia o agiografia di un uomo che era facile da idolatrare e sarà difficile da dimenticare. Del resto, come dice lo stesso Gassman, recitare è come mentire e lui per decenni non ha fatto altro che recitare alla grande. Ma a noi sembra che non abbia mentito affatto quando ci ha trasmesso una prorompente e trascinante passione per tutte le forme d’arte alle quali si è accostato sempre magistralmente.

Se prima di guardare questo film ammiravamo Vittorio Gassman, insomma, dopo averlo visto non potremo far altro che sentirci più vicini a lui con empatia e affetto.


ALESSANDRA CAVISI

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