
| L’Abbandono |
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| Lunedì 20 Dicembre 2010 17:15 |
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Lo sa bene Salvatore Lanotte, regista de L’Abbandono, un cortometraggio totalmente made in Puglia, girato nella suggestiva location di Margherita Di Savoia, sceneggiato dalla giovane Giuliana Damiani e interpretato da un cast che comprende nomi come Mary Di Pace e Alberto Rubini (padre del regista e attore Sergio). Una storia breve, ma più intensa della maggior parte dei lungometraggi comparsi sul grande schermo negli ultimi tempi, che affronta un tema delicato come quello dell’Alzheimer, in grado di penetrare subdolamente nelle nostre vite e di avvolgerci in un silenzio dal quale troppo spesso non siamo in gradi di uscire, perlomeno non da solo. Se si è riusciti a dar vita a questo piccolo miracolo è anche merito dell’associazione artistico-culturale no-profit Moviart, che opera nel territorio della BAT e dei paesi limitrofi e il cui intento è quello di tutelare e recuperare i beni culturali della nostra terra. Questo a dimostrazione del fatto che le cose più importanti nascono proprio dal sostegno reciproco. Un’idea che questo cortometraggio riesce a rendere benissimo, attraverso una storia che, breve quanto i momenti di lucidità che molto spesso concede questa malattia, siamo sicuri riuscirà a toccare il cuore degli spettatori dei vari festival italiani ed internazionali all’interno dei quali è prevista la sua partecipazione. FILIPPO MAGNIFICO
INTERVISTA I Think: Sappiamo che il tema dell’Alzheimer le sta particolarmente a cuore: questo cortometraggio ha rappresentato una sorta di sfogo personale? Lanotte: Il desiderio di realizzare questo corto nasce da un'esperienza personale e dalla volontà di rendere omaggio ad una persona cara. L'intento è quello di testimoniare la nostra vicinanza a chi soffre di questa malattia e soprattutto ai familiari, che spesso si trovano da soli nel gestire questo grave problema. I Think: Pensa che le persone siano realmente informate sui disagi che questa malattia comporta? Lanotte: Purtroppo c'è scarsa informazione e solo le famiglie direttamente colpite da questo problema conoscono le reali difficoltà che la gestione di un malato di Alzheimer comporta. Un altro obiettivo di questo corto, infatti, è quello di sensibilizzare l'opinione pubblica rispetto a questo problema, ancora poco noto, ma purtroppo largamente diffuso. I Think: Ci parli del suo incontro con Alberto Rubini... Lanotte: Quello con Alberto è stato un felice incontro: a parte il suo incontestabile talento di attore, quello che ci ha sorpreso è stata la sua disponibilità estrema, la sensibilità con cui si è cimentato in questo difficile ruolo e soprattutto la sua naturalezza e quella estrema umiltà che è solo dei grandi. Lo ringraziamo ancora una volta per averci onorato della sua presenza sul set, accanto ai nostri Mary Dipace e Michele Camporeale, e per aver accettato la nostra proposta. Grazie ad associazioni come Moviart e a fondazioni come l’Apulia Film Commission, il territorio pugliese sembra aver trovato una nuova linfa vitale, soprattutto per quanto riguarda la sfera della settima arte. Quali sono le sue impressioni riguardo questa piccola rivoluzione? Damiani: Per fortuna la Puglia sta vivendo recentemente una rinascita culturale e soprattutto un certo fermento nell'ambito cinematografico. Da non dimenticare l'entusiasmo e il talento dei piccoli e grandi registi pugliesi che stanno riscuotendo un grande successo non solo a livello locale, ma anche nazionale. Salvatore Lanotte, ci parli un po’ dei suoi progetti futuri... Lanotte: Grazie ad un gruppo di lavoro affiatato ed entusiasta che si avvale del talento di Giuliana Damiani e Giuseppe Sammarone, mi sento pronto a realizzare nuovi lavori. Spero di ottenere gli stessi consensi di pubblico e di critica riscontrati da un corto emozionante come L'Abbandono. E noi glielo auguriamo di cuore. |


























