il circo non fa bene ai bambini
Sito Antirazzista
Home icon Home»Cinema»Febbraio 2010 - Anno I - Numero 8 - CINEMA: Galantuomini: il Sud tanto amato quanto odiato
Febbraio 2010 - Anno I - Numero 8 - CINEMA: Galantuomini: il Sud tanto amato quanto odiato PDF Stampa Email
Venerdì 15 Ottobre 2010 09:44
AddThis Social Bookmark Button

Un film di gesti e di sguardi questo di Winespeare, ambientato nella più profonda Puglia, dove la criminalità impera. Al di là dell’importanza del non detto nell’espressione dei sentimenti, il film è interessante per le ottime scene d’azione che spezzano i momenti di più alta riflessione e scoppiano improvvise immobilizzando lo spettatore. La storia d’amore sofferto riesce ad emozionare e coinvolgere, nonostante il contesto affatto rassicurante. La faida tra le bande rivali assume un significato particolare quando la protagonista femminile, Lucia, fino a quel momento rimasta ai margini dell’organizzazione criminale, è costretta a “immegersi” nel sangue. La morte del suo migliore amico sarà il punto di partenza per un cambiamento interiore caratterizzato da moti dell’animo e da reazioni consce ed inconsce dapprima impensabili. Molto evocative e potenti le sequenze dell’infanzia dei tre amici cresciuti tra le galline e le pietre leccesi, potentissima la sequenza nella quale Lucia e il suo bambino vengono aggrediti dalla banda rivale. Meno riuscito il finale con due scene di sesso fin troppo esibite e insistenti che stonano col contesto.

Tra la polvere e il sangue, la droga e le armi, i cadaveri e i proiettili, “Galantuomini”, racconta la storia di tre persone unite da un fortissimo legame, anche con la loro terra d’origine, che si ritrovano ad affrontare una vita non prevista e si rapportano ad essa sopportandone inermi le tremende conseguenze e gli enormi sacrifici.

Alessandra Cavisi

Commenti (0)
Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti!