
| Novembre 2009 - Anno I - Numero 5 - CINEMA: Baarìa |
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| Martedì 12 Ottobre 2010 09:28 |
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Le Nostre Recensioni. BAARÌA di Giuseppe Tornatore.
Il fulcro di essa è rappresentare i cambiamenti socio, politici e culturali in Sicilia a partire dal periodo della belle èpoque per arrivare ai giorni nostri; il tutto visto dagli occhi vispi della famiglia siciliana che anch’essa, come Baarìa dovrà adattarsi ai nuovi mutamenti. Il film vuole essere una rassegna temporale di cambiamenti e mostrare come Baarìa resti sempre lì, uguale a se stessa, oggi come ieri, sia nelle sue credenze che nelle sue fattezze; ma finisce per diventare una continua passerella di attori senza nessun ruolo preciso. Ambientato e interpretato in modo perfetto, pecca di una trama senza capo né coda, che non riesce ad insediarsi nell’animo dello spettatore, attento a visionare più che un film una serie di slide autonome al video proiettore. Discutibile anche la durata complessiva del film (tre ore) che rende bollenti le sedie del cinema. I residenti della Trinacria, di sicuro, si saranno riconosciuti in Baarìa, per via di un copione puro sangue siciliano (non sarebbe stato il caso di sottotitolarlo?). Certo non parliamo di una pellicola per cinema d’essay ma che di certo non rappresenta l’Italia nella sua totalità. CRISTINA GIOVENALE |







In realtà BAARìA non è altro che un suono; un appellativo siciliano per indicare Bagheria, un comune della provincia di Palermo. E’ proprio nella affascinante cornice siciliana, fatta di paesaggi aridi e caldi, detti e credenze popolari, che cerca di snodarsi l’intreccio della pellicola.

















