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U.F.A.S. - Nuovo Cinema Paradiso - Giuseppe Tornatore PDF Stampa Email
Mercoledì 04 Gennaio 2012 15:38
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U.F.A.S.: Un Film A Settimana – DA VEDERE ALMENO UNA VOLTA NELLA VITA

NUOVO CINEMA PARADISO – 1989 – Giuseppe Tornatore


L’inno al cinema. Questo capolavoro è definibile con queste poche parole. Nuovo Cinema Paradiso è l’inno al cinema.

Totò è in giro per Roma con la sua macchina. Arrivato a casa, la moglie gli comunica la morte di un certo Alfredo. È il prologo di un lungo flashback.

Totò, un ragazzino di un piccolo paese siciliano di fine anni ‘40, trova rifugio dalla sua vita misera e senza un padre, nelle pellicole proiettate in un piccolo cinema parrocchiale, il Cinema Paradiso.

La sua innocenza lo porta a immergersi a pieno nelle storie e nelle scene, e la sua curiosità lo fa avvicinare tanto e a volte anche troppo, al proiezionista Alfredo. Quest’ultimo, dopo un’iniziale rifiuto di amicizia verso il bambino, diventerà un vero e proprio padre adottivo. Gli insegnerà il mestiere di proiezionista e Totò imparerà molto in fretta, fino all’evento che segnerà la svolta. Una pellicola prende fuoco in cabina di proiezione, Alfredo non riesce a domarla e il cinema è completamente avvolto dalle fiamme. Per Alfredo sembra non esserci più scampo, ma sarà proprio Totò a tirarlo fuori dall’incendio. Non però senza conseguenze. Alfredo ha perso la vista e non può più lavorare al proiettore; tocca a Totò sostituirlo.

La crescita esponenziale del bambino, che adesso lavora nel Nuovo Cinema Paradiso appena ricostruito, lo farà confrontare con il lavoro, il cinema, l’amore per una ragazza e il servizio militare lontano da casa.

Dopo un anno, al suo ritorno, la ragazza non c’è più e un altro proiezionista è al timone del Cinema Paradiso; al che il buon vecchio Alfredo gli dà un consiglio, ovvero quello di scappare dalla Sicilia per andare a Roma a inseguire i suoi sogni. alt

E qui ha fine il sogno nel passato di Salvatore, ora adulto e regista affermato. La morte del suo caro Alfredo è la causa che determinerà il suo ritorno al paese d’origine. Nulla è come prima. Incontra la ragazza che amava da giovane, ora sposata; il Nuovo Cinema Paradiso viene demolito davanti ai suoi occhi, e il caro Alfredo non c’è più. L’unica cosa che gli rimane è una vecchia pizza contenente una misteriosa pellicola. Questa non è che l’ultimo regalo di Alfredo al suo piccolo Totò. Salvatore la guarderà da solo in una grande sala. E lui, come noi spettatori, capiremo il senso di quel regalo.

Tutto il film è attraversato da un senso di nostalgia, poesia e malinconia. Le lacrime sono inevitabili e la commozione per la vita di questo ragazzo e del suo mentore Alfredo, è giustificata dai sentimenti più nobili che ci sono tra gli esseri umani. Un rapporto che va oltre l’amicizia. Un rapporto che, la distanza tra Roma e la Sicilia, non è mai riuscito a spezzare.

Tornatore ci prende per mano dall’inizio del flashback, e non ci lascia più. Dal presentarci eccelsamente una povera Sicilia del dopoguerra, come solo lui sa fare, ci fa entrare nella vita di un bambino che faremo fatica a dimenticare, facendoci affezionare al Salvatore adulto, il quale concluderà questa nostalgica storia con la comprensione totale della vita e di ciò che poteva essere ma che non è stato. Il tutto accompagnato dalle splendide musiche del Maestro Ennio Morricone, e dalla sua indimenticabile melodia, che gli valse un David di Donatello.

In ultimo, e qui la definizione di “inno al cinema” trova la sua giusta motivazione, il film è corredato di altri 43 piccoli film. Sono i film che fanno compagnia alla gente nel periodo del dopoguerra, forse il migliore dal punto di vista qualitativo del cinema italiano. E Tornatore gli vuole giustamente rendere omaggio, citandoli semplicemente mostrando piccole sequenze, proiettate proprio nel Nuovo Cinema Paradiso.


FABIO LELI

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