
| Ottobre 2009 - Anno I - Numero 4 - Francois Truffaut - IL BREVE PASSAGGIO DAL DIRE AL FARE |
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| Scritto da Filippo Magnifico |
| Venerdì 27 Novembre 2009 21:10 |
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Perché l’ho citata? Per il semplice fatto che quest’opera è stata diretta da François Truffaut. Chi era allora costui? Un regista come ce ne sono stati pochi, e prima ancora un critico cinematografico. Aspettate un momento, qui i conti non tornano: uno tra i principali critici del Cahiers Du Cinéma, la più prestigiosa rivista cinematografica francese, è stato anche uno dei cineasti più influenti della seconda metà del ‘900? Non lasciatevi tormentare da questo tarlo, l’unica risposta possibile è Si. Il discorso è semplicissimo, chi scrive di cinema sa quello che dice (la maggior parte delle volte!) e sa anche quello che vuole. Capita certe volte che ciò che si desidera non si riesca a trovare, perché si vive un periodo di sterile standardizzazione. E’ qui che avviene il passaggio dal dire al fare, e non c’è bisogno di superare vasti mari per raggiungere la meta. E’ così che, presa la telecamera in mano, si dà vita ad un’opera come I Quattrocento Colpi. E’ così che si delineano dei motivi comuni che si uniscono per dar vita ad una “corrente”. E’ così che la frase con cui ho esordito viene clamorosamente smentita. FILIPPO MAGNIFICO |







Chi scrive di cinema è un regista fallito. Non lo dico io ovviamente, non sono ancora così masochista da andare contro me stesso. Si tratta di un luogo comune duro a morire. Esistono comunque le dovute eccezioni. Anche in questo caso non sono io quello chiamato in causa, tentare la strada della regia sarebbe forse una cosa più sadica della precedente, ma per farvi un esempio concreto potrei citare un uomo di cui sicuramente avete sentito parlare: François Truffaut. Proviamo ad andare un po’ più nello specifico, questa volta tirando in ballo il nome di un film: I Quattrocento Colpi. Non vi dice niente? Poco male l’essenziale è che sappiate che questa pellicola, insieme ad un altra, intitolata Hiroshima Mon Amour, ha dato il via ad una corrente (anche se non si può propriamente definire così) cinematografica conosciuta come Nouvelle Vague. 

















