
| Sergio Rubini ospite ai Dialoghi di Trani |
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| Martedì 19 Luglio 2011 12:03 |
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Tra grandi e più che graditi ospiti di questa manifestazione c'è stato Sergio Rubini, attore, regista e, soprattutto, conterraneo (saprete che è di Grumo Appula). Famoso per essere uno che “non le manda a dire”, Rubini ha tenuto un interessante discorso sul cinema e su come il mondo della cosiddetta settima arte se la passi in questi ultimi tempi. Un’immancabile frecciatina nei confronti dei contenuti di alcune recenti produzioni non poteva certo mancare, a tal punto che il discorso è riuscito ad assumere i toni del classico “si stava meglio quando di stava peggio”. E bisogna dire che, da questo punto di vista, non possiamo certo dargli torto: le sue parole sono state più eloquenti che mai: “Quando ho cominciato c’erano Fellini, Mastroianni, Scola e si continuava a dire che il cinema fosse in crisi. Quest’anno, invece, il botteghino italiano ha superato quello americano. Avrei preferito, però, avere un cinema ancora in crisi. Dovremmo smetterla di guardare il numero di biglietti strappati e cercare i contenuti”. Difficile dargli torto. Se da un lato il cinema italiano è riuscito a regalarci recenti soddisfazioni al box office, è anche vero che, per raggiungere questo risultato, non ha fatto altro che continuare ad adagiarsi su se stesso, proponendoci opere che prediligono la forma (standardizzata) al contenuto. Non è certo la prima volta che ci viene fatta notare questa cosa, ma a quanto pare certe cose non vogliamo proprio capirle: quanti altri “pareri illustri” dovremmo sentire prima di deciderci a fare qualcosa per risollevare le sorti del cinema italiano?
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