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Oggi Asuddiest con i Dimartino (Intervista) PDF Stampa Email
Sabato 16 Giugno 2012 11:20
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La Sicilia ancora una volta protagonista della scena musicale indipendente italiana con i Dimartino (Antonio Di Martino – voce, chitarra, basso; Giusto Correnti – batteria, gloken, concertina, diamonica, cori; Simona Norato – piano, synth, cori).

Abbandonato il progetto Famelika, il 2011 vede l'uscita del primo album con la nuova formazione, Cara Maestra Abbiamo Perso prodotto dal conterraneo Cesare Basile ed impreziosito dagli interventi di Vasco Brondi (Le Luci Della Centrale Elettrica), Enrico Gabritelli (Mariposa, Calibro 35), Alessandro Fiori (Mariposa). Un album che denota la rinascita artistica di un gruppo che viene subito consacrato come una tra le più interessanti promesse.

Lo scorso 21 Maggio vede la pubblicazione dell'ultimo lavoro, che già nel titolo racchiude tutta la poesia contenuta al suo interno. Sarebbe Bello Non Lasciarsi Mai Ma Abbandonarsi Ogni Tanto È Utile (Picicca Dischi) è il nuovo prodotto di casa Brunori-Zanobini ed è subito annoverato come una delle più belle uscite degli ultimi mesi.

Tra testi sognanti ed al contempo disillusi, le undici tracce mostrano dal primo ascolto la maturità raggiunta e dimostrano quanto le promesse siano state mantenute.

I Dimartino si esibiranno oggi a Bari sul palco di Asuddiest (Lungomare G. Di Cagno Abbrescia 17/b) per l'attesissimo live realizzato in collaborazione con I Think Magazine e Radio Bari Città Futura.


L'uscita di Sarebbe Bello Non Lasciarsi Mai Ma Abbandonarsi Ogni Tanto È Utile è stata preceduta da settimane di attesa e attenzioni. Come hai vissuto questo periodo? Temevi l'effettivo riscontro da parte di pubblico e critica?

Sinceramente sì, non per insicurezza ma perché ogni volta che faccio un disco è come se mettessi i miei organi su un tavolo. Le canzoni per me sono confessioni fatte pubblicamente: non so come reagirà chi le ascolta e me lo domando spesso.


Ascoltando l'album, i testi, così suggestivi e visionari e gli arrangiamenti magistralmente curati, trasportano l'ascoltatore in una dimensione sempre in bilico tra sogno e realtà. È più la quotidianità ad ispirare la tua scrittura o la fantasia?

Entrambe, anche se inevitabilmente la prima soffoca la seconda. Viviamo e comunichiamo in questo tempo, siamo vivi adesso, per cui è impossibile rimanere impassibili alle cose che ci passano davanti: il surreale è una buona via di fuga.


Quanto sei cambiato nell'approccio alla scrittura rispetto agli anni di militanza con i Famelika e rispetto all'album precedente a questo, Cara Maestra Abbiamo Perso?

Sono cambiato io principalmente: la mia vita, le mie scelte... Dunque inevitabilmente è cambiato il mio modo di scrivere. Non so se sono ancora in cambiamento, ma spero proprio di esserlo.


Nell'album ci sono molte citazioni letterarie, cinematografiche e musicali. Se dovessi pensare ad un libro, un film ed una canzone che ti rappresentano quali sarebbero?

Un libro che mi rappresenta è Conversazioni In Sicilia di Elio Vittorini; un film Il Ragazzo Selvaggio di Truffaut; e una canzone L’Addio di Franco Battiato. Ma ce ne sarebbero tanti altri...


Cosa ne pensi di quella che, dati alla mano, sembra ormai più una presunta che non una reale difficoltà di emergere per un artista del Sud (visto quello che negli ultimi anni la Sicilia, la Calabria, la nostra Puglia ed il Sud in generale sta regalando alla musica indipendente italiana)?

Le problematiche reali sono geografiche, poiché siamo effettivamente lontani dai luoghi dove si suona di più. Come hai detto tu, stanno comunque uscendo tanti bei dischi dal Sud e c’è una maggiore collaborazione tra chi suona... Credo sia questa la vera novità che potrebbe favorire un evoluzione.


Nel corso di alcune date del tour sei stato affiancato con ottimi risultati da Dario Brunori (aka Brunori SAS) che ha seguito tutte le fasi della realizzazione e produzione di quest'album. Possiamo sperare per il futuro in un pezzo a quattro mani?

Abbiamo intenzione di girare un carosello insieme: presto avrete notizie.


Oggi potremo finalmente ascoltare live questo meraviglioso album, presso l'Asuddiest a Bari. Qual è, tra vecchie e nuove, la canzone che ti diverte maggiormente eseguire durante un concerto?

Del nuovo disco devo ancora capire bene quale, del vecchio disco, invece, Cambio Idea, perché la gente canta con me e questo mi riempie sempre il cuore.


Allora buon concerto e a presto!


FRANCESCA VISICCHIO

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