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Artista del mese di agosto 2009: Narrow (I Think Magazine – N.2)

narrow1L’artista che vi proponiamo questo mese è un artista eclettico, che si muove in maniera versatile e scaltra nell’immensa foresta musicale, fatta di generi diversi che si compensano, distinguono e completano a vicenda, come i tanti lati del carattere di una sola persona. Proviene da Barletta, risponde al nome di Ignazio Leone ma tutti lo conoscono come Narrow.

La “persona Musica”, con questo suo carattere pieno di contrasti e ricco di pregi differenti, Narrow la conosce e la ama completamente, in tutte le sue forme. Accade sempre, però, che una caratteristica, una peculiarità del carattere, conquisti più delle altre e il lato con cui Narrow ha trovato maggior feeling è soprattutto il lato della “persona Musica” più elettronico e sperimentale, attraverso il quale crea e manipola suoni “elettro-primordiali” come fossero creta che prende forma tra le mani dello scultore.

L’approccio di Ignazio Leone con la musica parte da convinzioni filosofiche che inseguono un futuro già presente, attraverso una presa di coscienza del passato, per capirne e prevederne l’evoluzione. Quest’idea di fondo poi si dipana verso una ricerca lungo la strada della contaminazione, che ha portato a fondere in un’unica (nuova?) realtà il suo animo elettronico con l’anima rock e di gruppi della zona con cui collabora, come nel caso dei DEPT.12 (www.myspace.com/DEPT12).

Per usare parole di Narrow stesso: “Non è importante trovare necessariamente un’unica e perseguibile linea di progettazione quando si “parla” con realtà diverse; il principio di tolleranza vale anche per la musica quando nasce per veicolare sensazioni e/o disquisizioni retorico-musicali. Talora è necessario però che la sua comprensione sia veicolata dall’involuzione nelle forme della ricerca del passato e nell’“uso” di quest’ultimo a favore dell’evoluzione propositiva della musica stessa”.

La sua più recente fatica, Unknow, traduce in musica questa sua concezione, palesando la sua versatilità e creando uno stile ben riconoscibile.

Il disco si apre con Man Of Stone: un uomo avanza in una foresta di suoni, tra libellule campionate, foglie metalliche, luci intermittenti che provengono da un Sole al neon, paure recondite, ricordi inconsci…

L’impressione di solitudine si incolla al timpano dell’ascoltatore e solo quei richiami di volatili meccanici ossessivamente ripetuti riescono in qualche modo a dargli una via di fuga. Ma sarà reale?

Narrow crea una surrealtà virtuale tra ciò che è tangibile e ciò che è frutto dell’immaginazione, infatti, psicoelettrico come pochi, oscillante tra house e Depeche Mode, sottolinea il suo percorso anche nell’intro di Lose Me.

La voce è materiale sonoro tra le mani di Mr. Narrow, con cui costruisce una spirale di sensazioni ritmiche. Una danza in crescendo, a bordo dei miraggi emanati dal sintetizzatore.

G-Funk è l’unico pezzo cantato dell’intero album e la voce fumante di Ignazio Leone ci proietta verso una nuova ossessione ma questa volta più allegra, propositiva, quasi battagliera, che ritroviamo nella melodia di Huge. narrowpollutioncover

La malinconia, però, torna a governare nel regno sintetizzato di Mr. Narrow, tanto che il successivo brano, Animotions, sembra inizialmente un carillon sulla culla di un bimbo assopito tra i suoi dolci sogni infantili, ma quando la “telecamera” si allarga e la scena si mostra nella sua integrità, si nota un’ambientazione da film thriller, nella parte in cui quel magone post-tragedia si è impossessato anche delle sterili pareti inermi.

Arriva poi il singolo Pollution, molto techno-oriented a cavallo dei suoi loop ritmici e bassi sintetici. Un’intro da party nella giungla, e un brano che prosegue in maniera tenue, seppur sempre ben ritmato nel tipico stile di Narrow. Momenti in cui gli effetti si rincorrono sorprendendoci mentre scuotiamo i nostri corpi in una danza incurante delle sagome viventi intorno a noi. Ottima per andare in trance!

Airports è un brano che tende ritmicamente più verso la strada del dub e del trip-hop, e associare al suo titolo la sensazione di vuota immensità che si ha ascoltandolo, per quei suoni che sembrano come realtà separate, a sé stanti e parallele, seppur condividenti la presenza all’interno dello stesso brano, dà ancora una volta una sensazione di solitudine dell’umano, in questo caso “civilizzato”.

Soffusa e cullante è la successiva Emotions, splendida per un dolce risveglio, la domenica mattina, mentre ci si continua a crogiolare sul letto. L’importante è riuscire ad alzarsi prima che inizi il brano successivo, Blocked, o la sua martellante ossessione distruggerà tutti i bei pensieri, facendoli diventare un mucchio di cenere.

Scene da un film di fantascienza ambientato nello spazio cosmico animano l’interessante groove ritmico che compone D-Tour e, verso il finale, gli alieni scendono a prenderci.

Qualcuno si muove, con passo felpato, all’interno della breve ma intensa Somebody, che chiude un album composto da perle astratte, generate da un’ostrica allucinata dopo un trip a base di alghe marine.

Se ascoltate Narrow o siete tra il pubblico alle sue serate, mettete da parte l’orecchio superficiale con cui di solito ascoltate passivamente la musica che vi propina la radio della macchina, e lasciatevi coinvolgere, facendovi trasportare nel suo mondo incantato, costruito pixel per pixel, microchip per microchip, loop per loop…

Per ascoltare Narrow visitate: www.myspace.com/mrnarrow (aggiornamento: la pagina fb di Narrow è https://www.facebook.com/NARROWlive/).

DORIANA TOZZI

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