il circo non fa bene ai bambini
Sito Antirazzista
Home icon Home»Arte»Luglio 2009 - Anno I - Numero 1 - Mese espressionista: LA BRUTTA ARTE DELL'ANGOSCIA.
Luglio 2009 - Anno I - Numero 1 - Mese espressionista: LA BRUTTA ARTE DELL'ANGOSCIA. PDF Stampa Email
Scritto da Valeria Campana   
Giovedì 13 Agosto 2009 21:19
AddThis Social Bookmark Button
 
 

Palcoscenico dell’espressionismo è stata l’Europa del nord, dalla Germania ai Paesi Scandinavi.
Molto spesso i seguaci di questa corrente avevano una visione piuttosto deformata su alcuni aspetti della realtà così da accentuarne i valori emozionali ed espressivi.

L’espressionismo rifiutava il concetto di una pittura sensuale, spostando la visione dall’occhio all’interiorità più profonda dell’animo umano. L’occhio, secondo l’espressionismo, è solo un mezzo per giungere all’interno, dove la visione interagisce con la nostra sensibilità psicologica. E la pittura che nasce in questo modo, deve giungere al suo interno.

Quando l’artista espressionista vuol guardare dentro di sé, trova sempre toni foschi e cupi. Al suo interno trova l’angoscia, dentro gli altri trova la bruttura mascherata dall’ipocrisia borghese. L’artista espressionista non esita a ricorrere ad immagini "brutte" e sgradevoli.

Fu Munch una personalità artistica che attraverso le sue opere contribuì a fornire la linfa per lo sviluppo della corrente dell'espressionismo.

L’urlo” è una delle sue più famose opere, ciò che l’artista norvegese viveva nella realtà: “Camminavo lungo la strada con due amici quando il sole tramontò, il cielo si tinse di rosso sangue, mi fermai, mi appoggiai stanco morto a un recinto, sul fiordo nerazzurro e sulla città c'erano sangue e lingue di fuoco, i miei amici continuavano a camminare e io tremavo ancora di paura, e sentivo che un grande urlo pervadeva la natura”. L'urlo disperato e primordiale che esce dalla bocca straziata di un essere “serpentinato”, si propaga nelle pieghe di colore del cielo, della terra e del mare. È l'urlo di chi si è perso dentro se stesso e si sente solo, inutile e disperato anche tra gli altri.


VALERIA CAMPANA
Commenti (0)
Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti!