
| Giugno 2009 - Anno I - Numero Zero - Mese surrealista: L'ESTRO FOLLE E VISIONARIO DI DALI' |
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| Scritto da Valeria Campana |
| Giovedì 23 Luglio 2009 19:38 |
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E’ assolutamente geniale. E’ terribilmente onirico. Un visionario folle, di una follia non comune. E’ Salvador Domingo Jacinto Dalí Domènech, semplicemente Dalì. Nacque l'11 maggio del 1904 in una cittadina della Catalogna: Figueras. La sua era una famiglia dell’alta borghesia: padre notaio e madre timida e religiosa. Fin dalla più giovane età, Salvador dimostrò notevoli attitudini creative, tanto che alcuni suoi quadri, già sul finire degli anni dieci, vennero esposti. Creatività e sregolatezza sono i caratteri che più lo descrivono e che si fondono prepotentemente dando vita a fantasie impensabili, in luoghi allucinati dove si collocano i personaggi più disparati, figure segnate dalla stranezza e dall’irregolarità. Pittore, scultore, designer, scrittore ed infine cineasta, Dalì ha lasciato al mondo contemporaneo la su trasgressione riuscendo ad implicare, nell’immagine, il sapore di ciò che sfugge alla realtà, andando oltre confine. Ciò che si vede non è l’imputazione al mondo della ragione ma la quintessenza dell’inconscio umano, la sua realtà intima. Surrealista per passione, ha saputo declinare le sue mille ispirazioni negli ambiti più svariati dell’infinito mondo artistico. Un artista a tutto tondo, dove le sue teorie dal sapore freudiano e le sue sagaci penetrazioni nel mondo dello squilibrio, si sono legate indissolubilmente nella pittura quanto nel cinema. Proprio quest’ultimo ambito, ha visto coinvolto l’eclettico artista, in un rapporto passionale ed intenso. Le sue intromissioni nel mondo del cinema si cooperano con registi degni di lode come Alfred Hitchcock, Walt Disney, i fratelli Marx, Luis Bunuel. Preferisce un cinema utopico, fatto di sperimentazioni coraggiose, riuscendo ad ottenere risultati tanto seducenti quanto all’avanguardia. Ma la pittura? Rapidamente creò una sintesi tra la sua formazione classica e l'aria impressionista. Nel suo primo viaggio a Parigi conobbe Picasso e visitò il Museo del Louvre. Questo periodo 1929-30 culminerà con una serie di avvenimenti cruciali, che segnarono l'adesione di Salvador Dalí al gruppo surrealista parigino e l'inizio della sua relazione con Gala, la sua compagna e musa ispiratrice. Nel 1934 presenta la sua prima Crucifixion, una personale a Londra, e compie il suo primo viaggio a New York. E' grazie al successo delle numerose mostre a Parigi, a New York e a Londra che gli anni trenta rappresentano per Dalí la consacrazione artistica, sarà proprio in questo periodo che il pittore svilupperà il suo "metodo paranoico-critico", che lo porterà all’espulsione del gruppo surrealista. "Non comprate i quadri contemporanei, fateveli!" Per tutta la vita fu propugnatore di un'etica all’insegna della libertà totale, di una creazione artistica e di una elaborazione mentale assolutamente scollegate da schemi preordinati e moralistici. Nel ‘74 inaugurò il Teatro-Museo Dalí di Figueres, che ospita gran parte della sua produzione. Matematica, scienza, effetti ottici e visivi, continuano ad essere al centro del suo interesse e la maggior parte delle sue opere comprendono o si basano su questi aspetti. Nel 1982, un evento tragico: la scomparsa di Gala. Sette anni dopo divorato dalla follia e dopo essere sopravvissuto ad un incendio, la morte pose fine al genio paranoico ed al suo delirio esistenziale. Il suo fantasma si aggira nel mondo della cultura contemporanea ma pochi, in realtà, ritornano a riflettere sulla sua opera e sul suo universo artistico. Visioni che, a distanza di anni, non hanno ancora perso la loro potenza evocativa. VALERIA CAMPANA |

























