
| L'arte di Adriano Radeglia |
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| Sabato 26 Marzo 2011 14:22 |
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Così le sfumature e i paesaggi della calda e solare regione bagnata da due mari, sono la fonte alla quale attingono la pittura e la scultura di Radeglia, piccoli emblemi e metafore di vita alle quali l’artista conferisce forme bizzarre, grottesche, capricciose, quasi aliene. Fissate nella terracotta eppure cariche di dinamismo, elemento sapientemente preservato insieme alla fantasia e l’inventiva, le creature di Radeglia acquistano vita coprendosi di oro, argento, colori vivi o vitrei, o ancora immergendosi in lineamenti di natura. Petali amorfi, corolle e spine, intriganti aculei che danno l’impressione di potersi ritrarre al contatto con un dito, evocano vita e, attraverso gli occhi riproducono il profumo stesso del luogo da cui provengono, accompagnato dalla sensazione di riconciliazione totale dell’uomo con l’anima mundi, in un gioco privo di uniformità e regole. Proprio come quei giochi infantili che tanto gli piacevano, quando modellava la cera delle candele forgiando forme strane e di pura fantasia, con la stessa ingenuità, in un gesto forse involontario, sono nate le sue creature dal cuore spinoso, quasi a proteggere la sua purezza e quell’animo infantile, attraverso aculei che non feriscono, ma si piegano alla forza dell’amore e della sincerità.
ALESSANDRA DEL VECCHIO
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