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Settembre 2010 - Anno II - Numero 3 - Dipingere sull'acqua: l'Ebru PDF Stampa Email
Venerdì 15 Ottobre 2010 12:03
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Oscar Wilde riteneva l'arte "completamente inutile": in essa, infatti, non è ricercabile un senso o una spiegazione, alla stessa maniera in cui non si è in grado di dare un senso o una spiegazione alla vita. Eppure fare arte spesso diventa una necessità, un'esigenza...

Grazie alla rete molti avranno avuto modo di apprezzare alcuni curiosi e interessanti video di "water painting" (decorazioni sull'acqua), in cui l'artista - incredibile ma vero! - dipingeva sull'acqua come fosse carta.

Gli strumenti necessari sono: una bacinella di plastica, colori ad olio, pennelli e pipette contagocce.

Tuttavia nulla di strano nè di nuovo. Si tratta, infatti, di una tecnica antichissima dal nome Ebru: parola turca che deriva del persiano ebri che significa nuvoloso.

Il risultato di questa tecnica è una meravigliosa opera multicolore e striata, che ricorda le venature del marmo o della pietra.

Tale procedimento, secondo alcuni autori, ha avuto origine in Giappone nel IX secolo, ma di sicuro fu importato dalla Persia nel 1500, riscontrando in seguito un tale successo nella Turchia ottomana, tanto da essere importato anche in Europa nel XVII secolo.

La carta marmorizzata venne, utilizzata moltissimo per decorare il rivestimento dei libri: una menzione particolare la merita il rilegatore francese Macè Ruette, che grazie alla sua maestria diventò il relieur du roi (rilegatore dei libri del re) alla Corte di Luigi XIII di Francia.

In Italia, invece, le più importanti città che praticarono questa arte furono Venezia e Firenze.

 

ANTONELLA FUCCILLI

 

 

 

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