
| Ottobre 2009 - Anno I - Numero 4 - LEONARDO e l'insaziabile desiderio di conoscere |
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| Scritto da Valeria Campana |
| Venerdì 25 Dicembre 2009 23:26 |
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Le sue abilità passavano dall'ingegneria militare all'architettura, dalla scultura alla pittura e la musica. Presso la corte di Ludovico il Moro realizzò la pala d'altare per la Confraternita dell'Immacolata Concezione nella chiesa di San Francesco Grande: il pannello centrale sarà la Vergine delle Rocce, mirabile fusione tra ricerca artistica e osservazione della natura. Negli anni a venire, iniziò anche una delle sue celebri opere nel monastero domenicano di Santa Maria delle Grazie: L’ultima cena. L'insaziabile desiderio di conoscere, di capire tutto ciò che vedeva, portava Leonardo ad esplorare, spesso per primo, ogni cosa. Anche il corpo umano. Questa macchina perfetta, ben più complicata delle sue macchine fatte di ingranaggi, lo affascinava. Per questo, prima a Milano, alla fine del '400, e poi a Firenze, agli inizi del '500, si recava negli obitori, e usando forbici e bisturi sezionava cadaveri! Egli fu il primo a rappresentare l'interno del corpo umano con una serie di disegni. Primo esempio del “cosmopolitismo degli intellettuali italiani”, nel 1502 iniziò a viaggiare tra la Toscana, la Romagna e le Marche. Iniziò probabilmente proprio in questi anni a lavorare su La Gioconda. Tornò poi a Milano, dove soggiornerà ben poco perché nel 1515 la lasciò definitivamente, e invitato a Roma da Giuliano de Medici, continuò qui i suoi studi di geometria e di ingegneria idraulica. Nel 1517 si trasferì in Francia da papa Leone X e iniziò a lavorare per lui. Alla sua morte, giunta proprio in Francia, per sua volontà venne seppellito nel chiostro della chiesa di Saint Valentin ad Amboise. Di tutti i suoi scritti ci restano ancora, fortunatamente, oltre cinquemila pagine di appunti oggi divisi in dieci codici diversi, redatti con la sua inconfondibile scrittura speculare, orientata da destra a sinistra. VALERIA CAMPANA |







Leonardo Da Vinci, così chiamato in quanto nato ad Anchiano di Vinci, fu un genio come pochi.

















