
| Agosto 2009 - Anno I - Numero 2 - ASTRATTISMO: Vasilj Kandinskj |
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| Scritto da Valeria Campana |
| Domenica 18 Ottobre 2009 10:30 |
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“Mi sembrava che l'anima viva dei colori emettesse un richiamo musicale, quando l'inflessibile volontà del pennello strappava loro una parte di vita”. Universalmente conosciuto come il fondatore dell'arte astratta, Vasilij Vasil'evič Kandinskij nacque a Mosca nel 1866. Il suo sangue in parte russo, in parte tedesco e in parte orientale, spiega la sua predilezione alla linearità, che caratterizzò buona parte della sua opera e che tradisce una sua scelta nell'ambito del gusto. Alla vigilia della prima guerra mondiale, si viveva il richiamo della cultura russa alle tradizioni nazionali. La musica aveva dato particolare impulso a queste tendenze nel pittore, tanto che il suo primo acquerello sancì il passaggio dall'espressionismo figurativo a quello astratto. Dopo vari spostamenti per l'Europa, nel 1921, quando il richiamo della pittura si fece forte Kandinskij si stabilì in Germania. Egli vide nella musica l'arte-guida per creare un mondo ideale al di fuori di ogni imitazione o relazione con quello che noi captiamo con i nostri sensi, convinto che in pittura la tematica è superflua, anzi molesta, e limita la sua potenzialità espressiva. Credeva anche che gli elementi pittorici, come quelli musicali, possiedono la loro propria qualità e che l'artista li mescola e utilizza in modo adeguato ritmo, equilibrio ed armonia, per far coincidere la loro forza espressiva, con quelle che ognuno di essi possiede individualmente. In tal modo essi rivelano tutta la forza espressiva, che comunicano poi allo spettatore: "Sentivo a volte il chiacchiericcio sommesso dei colori che si mescolavano: era un'esperienza misteriosa; sorpresa nella misteriosa cucina di un alchimista".
VALERIA CAMPANA
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