Luglio 2010 - Anno II - Numero 1 - MAURIZIO “LAMA” LACAVALLA: BAT’S GOT TALENT
Continua il viaggio di I Think alla scoperta degli artisti emergenti pugliesi. L’“ospite” di questo mese non è ancora maggiorenne (nato il 14 ottobre 1992), ma già annovera nel suo curriculum partecipazioni a mostre importanti (tra cui il terzo posto nella Mostra internazionale presso la Galleria Eustachi di Milano), e collaborazioni con alcune riviste, tra cui proprio I Think, di cui è illustratore da Gennaio 2010. Avrete capito che si sta parlando di Maurizio LaMa Lacavalla. Conosciamolo meglio in questa intervista.
Maurizio, come nasce questo soprannome, "Lama"?
E’ un soprannome coniato cinque estati fa: nasce dall’unione delle iniziali del mio cognome con quelle del nome: LAcavalla MAurizio. Suonava bene e iniziai ad utilizzarlo.
Alcuni mi conoscono solo con questo pseudonimo, altri lo usano come nome di battesimo; tanti dicono addirittura di trovare differenze fra Maurizio e Lama.
Cosa vuoi esprimere con la tua arte?
Credo che una persona sia spinta a fare arte dalla ricerca di una canale attraverso il quale sublimare le proprie emozioni e la propria intera vita. L’arte è sofferenza, un impegno per vivere, quasi una “dipendenza”. Ci si ritrova a disegnare per stare meglio, per cercare la felicità che in quel momento ci manca o per dare forma alle proprie lacrime o ai propri sorrisi. Fai arte perché hai fame, perché qualche organo sconosciuto dentro di te ha i crampi e l'unico modo per saziarlo è creare.
Come definiresti i tuoi lavori?
I miei lavori sono autoritratti “interiori”. Non ritraggono il mio volto ma ciò che sento di essere, il luogo dove vorrei passeggiare o la storia che vorrei vivere.
Spesso le idee per un lavoro partono da semplici successioni di parole o eventi banali. Narrare qualcosa con un quadro è difficile. Hai una immagine ferma, ma soprattutto una sola. Allora spesso penso, dopo averne finito uno, che sarebbe stato bello sapere anche quello che era successo prima o succederà dopo. Cosi’ nascono tanti quadri con uno o più soggetti, riconducibili ad un personaggio, che danno vita al fumetto. Nell'atto di girare la pagina e passare da una vignetta all'altra per me c'è il "raccontare".
Parlaci meglio della Stop Motion…
La stop motion è il passaggio successivo, quasi obbligato da leggi ottiche e fisiche, del fumetto. Quelle che erano vignette diventano frames, circa 20 al secondo, che regalano il movimento a disegni, pupazzi, oggetti. Foto per foto si crea il movimento e la magia di questa tecnica è la possibilità di creare situazioni impossibili, oniriche, come piace a me. Si parte dalla singola immagine, il “quadro”, per arrivare a più immagini, il fumetto, e di lì si approda al movimento vero e proprio, l’animazione.
La storia si narra meglio perché si arriva alla creazione di una realtà illusoria con le stesse caratteristiche principali della nostra: movimento e suoni.
Senti che il panorama pugliese sia adeguato per recepire il crescente movimento artistico in tal senso?
Per quanto riguarda nello specifico l’evoluzione dello stop motion qui in Puglia non saprei veramente fare previsioni, ma credo che se la Puglia non dovesse esser pronta per recepire questa tipologia di arte, c'è un intero mondo che sicuramente lo è, e questo mondo è raggiungibile con un semplice upload.
Un saluto "particolare" agli amici di I Think?
Un saluto e un ringraziamento a tutti coloro che avranno letto questo articolo sui viaggi mentali di Lama…ciao!
WATCH ON YOUTUBE: Riciclatori di sentimenti di Lama ft Narrow.
LUCA GUERRA




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