
| Stadio San Nicola di Bari |
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| Venerdì 15 Ottobre 2010 09:27 |
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Il dimensionamento, la tardiva organizzazione per accogliere i Mondiali di calcio, i costi, sono solo una parte dei discorsi che tutt’ora ne fanno un caso di studio per i nuovi architetti. Da quest’anno il San Nicola sarà nuovamente nell’occhio del ciclone, questa volta edilizio, che si abbatterà sull’area che attualmente lo circonda. Se oggi appare come un oggetto volante poggiato lì per caso, poetico ma desolato, domani sarà circondato da un nuovo, intero, criticato pezzo di città. L’astronave, però, in fondo piace… È uno stadio ma è facile immaginarlo come un cratere artificiale in cui sono adagiati il campo, la pista di atletica e un primo anello di spalti. Al di sopra di questi è sospeso un secondo ordine di sedili, suddiviso in 26 settori aperti a corolla e protetti da altrettanti da un velario semitrasparente. La struttura, come Piano ricerca da sempre è concettualmente semplice, perlopiù prefabbricata: assemblata più che gettata in opera. Gli spazi che suddividono i settori e i due ordini generano permeabilità visiva, ovvero leggerezza. Il calcestruzzo a facciavista, liscio, spesso morbidamente curvo come un tendone, rende discreta la presenza architettonica ed esalta la vitalità che si esprime quando l’edificio è popolato. La massa, che da lontano sembra smisurata, ritrova la scala umana grazie all’immediata accessibilità e alla ripartizione degli spazi da cui si assiste agli eventi. L’opera è e resta grande, ma sicuramente costituisce un’immagine memorabile e amica per chi assiste a incontri di calcio o altri eventi. Quando poi il Bari, come in questo periodo si esalta, allora sembra che ne sia valsa la pena: si dimenticano per un attimo le grandi difficoltà di gestione dell’impianto, che hanno spinto addirittura l’amministrazione alla ricerca di chi volesse comprarsi l’astronave. ANDREA LUCIVERO |







In gestazione per tre anni nel Renzo Piano Building Workshop, nata giusto in tempo per ospitare alcune partite dei Campionati Mondiali di calcio Italia ‘90, è una delle opere più discusse e controverse dell’architettura italiana contemporanea. 

















