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Recensione: OMID JAZI - Lenea EP PDF Stampa Email
Martedì 08 Maggio 2012 21:27
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Ricordiamo Omid Jazi per aver militato qualche anno fa nei Water In Face con Nevruz Joku (che sceglierà in seguito la strada di X-Factor) e nei Supravisitors.

Polistrumentista raffinato e capace, ha accompagnato nel 2011 i Verdena nel loro WOW-Tour come componente aggiunto, ed esordisce oggi come solista con l'EP Lenea (Jestrai Records – 2012) nato proprio durante le pause di questo tour trionfale e che inevitabilmente ne sembra la naturale appendice pur conservando la sua originalità.

Carico di influenze che vanno dai My Bloody Valentine ai Four Tet (per l'elettronica), i cinque brani sono in pieno stile indie-rock in cui i suoni elettronici e psichedelici la fanno da padrone e sposano alla perfezione testi limati e curati nei dettagli come da tradizione cantautorale.

La peculiarità di quest'album sta nei cambi di atmosfere improvvisi ma sempre pertinenti e capaci di lasciare l'ascoltatore in bilico tra atmosfere reali ed oniriche.

Taglia Le Paranoie, pezzo dal ritornello ossessivo in cui chitarre, synth e batteria si rincorrono e si mescolano sapientemente, sembra ad esempio in netto contrasto con la più dolce e melodiosa Pensiero Magico in cui quel “Tu mi piaci (…), tu mi appaghi, non c'è nulla come te” riporta alle più riuscite produzioni battistiane.

Ne La Molla Di Chaplin continua ad essere presente l'elettronica che accompagna stavolta un testo ironico e tagliente nel quale, forse non troppo casualmente, si fa anche un riferimento proprio ad X-Factor.

In Ossitocina e Giulietta Non Esce La Sera le influenze verdeniane sono più evidenti, segno che l'essere stato a stretto contatto con Alberto Ferrari & Co., ha certamente portato i suoi frutti.

Questi ultimi due brani sono tra i più riusciti dell'album, ricercati nei testi e nel suono tanto da colpire al primo ascolto.

Un ottimo lavoro per Omid: un ragazzo che dimostra di essere un artista completo e che ora ha l'arduo compito di convincere con un lavoro più corposo e completo.

I presupposti ci sono tutti, non ci resta che attendere.


FRANCESCA VISICCHIO

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