
| L' ITALIA PUO' OSPITARE CENTRALI NUCLEARI? |
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| Giovedì 22 Ottobre 2009 13:19 |
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SETTEMBRE 2009 - Anno I - Numero 4 L' ITALIA PUO' OSPITARE CENTRALI NUCLEARI? E' possibile un futuro nucleare in Italia ? E, se sì, dove si metteranno le nuove centrali ? Prima di rispondere, però, è il caso di ricordare che in questo caso non si ha a che fare con una presunta ideologia anti-atomo, ma con le condizioni economiche e territoriali del nostro paese.
Dove sarebbero infatti i siti per le quattro nuove centrali previste e quali comuni sarebbero disposti a ospitare i reattori non è dato di sapere. L’Italia è nazione di montagna che, però, si crede di pianura: con il 50% del territorio a rischio sismico e vulcanico e altrettanto a rischio di frane e alluvioni pare difficile individuare siti sicuri da un punto di vista eologico.
Sull’intera faccia del pianeta Terra non esiste a tutt’oggi ancora nemmeno un sito definitivo per ospitare le scorie nucleari che, vale la pena ricordarlo, restano potenzialmente mortifere per decine di migliaia di anni. I costi di costruzione e di smantellamento (che devono essere messi in conto fin dall’inizio), i procedimenti per abbattere la radioattività delle scorie e lo stesso prezzo del kWh nucleare sono talmente elevati da far facilmente capire perché al mondo solo il 6,5% del fabbisogno
energetico primario è soddisfatto dall’atomo: semplicemente perché costa troppo. Solo i paesi in cui la partecipazione statale era (o è) forte (Francia, galassia ex sovietica) o dove l’economia è potentissima (USA e Giappone) hanno reattori , agli altri non conviene. In Italia non ci sono siti potenziali per nuovi impianti, né per le scorie, l’economia non è certo robusta e l’energia è liberalizzata: chi ha 4 miliardi di euro per costruire una centrale ? A meno che, come al solito, i costi non vengano ripartiti sulla collettività che, però, si è già espressa con un referendum contro l’atomo.
MARIO TOZZI
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