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Nucleare sì o no? PDF Stampa Email
Domenica 15 Maggio 2011 16:28
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NUCLEARE SI' O NUCLEARE NO
Uno sguardo sulla Puglia

Il Consiglio comunale di Barletta approva un ordine del giorno contro il nucleare mentre il dibattito è sempre più vivace e lo diventerà sempre più man mano che si avvicina la scadenza del referendum.

(All'epoca in cui è stato scritto questo articolo il Governo non aveva ancora preso la poco chiara 
decisione di togliere il quesito sul Nucleare, pare con l'intento di non raggiungere il quorum per le altre questioni: invitiamo dunque tutti ad andare a votare, perché è un diritto di tutti i cittadini).

Chiaramente un contributo fondamentale lo ha dato il gravissimo incidente di Fukushima, in Giappone (valutato alla stregua di Chernobyl, il quale ha provocato decine di migliaia di morti nel corso del tempo) dove terremoto e tsunami hanno messo in evidenza tutti i limiti delle centrali nucleari.

Su tale sistema di produzione dell’energia, fondamentale è considerare alcune conseguenze.

La prima. I danni di un eventuale incidente nucleare sono enormi: si va dalla perdita di vite umane alle gravissime patologie che provocano le radiazioni.

La seconda. La presenza di una centrale nucleare provoca gravi danni all’economia locale specialmente in un territorio con vocazione agricola e turistica.

La terza. La produzione di energia tramite le centrali nucleari è poco democratica in quanto difficilmente controllabile dalle popolazioni ma facilmente dai militari. Esemplare al riguardo quel che è avvenuto non solo nella Russia comunista con Chernobyl, ma anche negli Stati Uniti e nel Giappone capitalisti con Three Mile Islands e, appunto, Fukushima.

Le energie alternative sono più democratiche e quel che comportano in termini di costi (la bolletta più pesante) si recuperano sul territorio con un’economia più equilibrata.

Purtroppo la Puglia è tra le regioni che rischiano di ritrovarsi una centrale nucleare in casa per una serie di motivi: primo fra tutti, essa è uno dei territori meno sismici e meno impervi dell’intera penisola; c’è anche da dire, poi, che per il contributo sulla produzione di energia, la nostra regione ha un surplus impressionante.

Insomma, la questione nucleare riporta a galla una vecchia questione strategica: il tipo di sviluppo e di cultura che un territorio vuole riservarsi. Significativo, a questo punto, potrebbe essere la presenza di forze politiche che iniziano a chiedere lo smantellamento delle vetero centrali sparse un po’ ovunque in Europa.

(All'epoca in cui è stato scritto questo articolo il Governo non aveva ancora preso la poco chiara 
decisione di togliere il quesito sul Nucleare, pare con l'intento di non raggiungere il quorum per le altre questioni: invitiamo dunque tutti ad andare a votare, perché è un diritto di tutti i cittadini).

 

PINO CURCI

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