
| Ottobre 2009 - Anno I - Numero 4 - AMBIENTE - CLIMA: LA BATTAGLIA E' INIZIATA...E NON E' CERTO FANTASCIENZA! |
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| Martedì 22 Dicembre 2009 15:10 |
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C'è un dato di fatto: un cambiamento climatico è ormai in atto a un ritmo che il pianeta Terra non riesce a sostenere e quel ritmo dipende inequivocabilmente dalle nostre emissioni di combustibili fossili nell’aria. Possiamo interrogarci a lungo sulle cause, prima fra tutte la logica della promozione continua dei consumi - cioè la base stessa della crescita economica del mondo industrializzato - che non appare più compatibile con la capacità dell’ambiente di sostenerci. Ma se i Paesi più ricchi potrebbero orientarsi volontariamente verso una riduzione dei consumi, come si potrà impedire a quelli più poveri l’accesso a quello sviluppo di cui i primi hanno goduto e che ha imposto un prezzo ambientale altissimo? Eppure i mezzi di comunicazione di massa attribuiscono molta importanza a quella sparuta minoranza di scienziati che coltiva ancora qualche dubbio. Per un malinteso senso di par condicio si conferisce lo stesso peso a due posizioni scientifiche che non sono affatto equipollenti, essendo quella scettica una minoranza non significativa. Certo non va ignorata, dato che nella scienza lo scetticismo è d’obbligo, ma come considereremmo oggi chi ponesse in discussione la teoria di Einstein? Non gli si darebbe evidentemente un grande spazio. Perché dunque agli scettici sul clima sì? Tutto ciò induce a coltivare ancora una pericolosa illusione a proposito del mercato, che sarebbe in grado di risolvere ogni problema climatico futuro semplicemente lasciando fare. O, peggio, che non ci sia proprio alcun problema climatico da fronteggiare. In questa visione, il mondo è pieno di nemici del progresso. Sono invece gli ecologisti, razza di pessimisti che non si rassegnano al sogno tecnologico, che risolverà ogni nostro problema ambientale. Ma pessimisti si diventa perché si comincia a comprendere; infatti, anche ricercatori inizialmente scettici, sul cambiamento climatico oggi hanno cambiato idea. Ne è un esempio Robert Kandel - prima attento a sostenere che non eravamo poi così sicuri dell’incremento delle temperature – oggi non ha più alcun dubbio e, anzi, è molto critico con chi ne coltiva, ribadendo che il cambiamento climatico attuale non è assolutamente spiegabile per via naturale, con buona pace di prezzolati scienziati (pochissimi per la verità) scettici e di giornalisti compiacenti. MARIO TOZZI |

























