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L'acqua: il più efficace antidoto al binge drinking PDF Stampa Email
Mercoledì 21 Settembre 2011 12:21
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Viviamo in un’epoca in cui quasi ci si vergogna di bere acqua. Eppure è la bevanda più naturale che l’essere umano possa bere e desiderare
. Ai nostri tempi l’alcol ha conquistato una posizione di preminenza sociale tale da divenire quasi simbolo delle relazioni sociali.

L’uso delle bevande alcoliche risale agli albori della civiltà. Nel Vecchio e nel Nuovo Testamento non si fa mai riferimento all’acqua come bevanda di uso comune perché spesso il suo sapore era sgradevole e capace di provocare malattie gravi. La diffusione dell’utilizzo di bibite alcoliche è avvenuta solo tra il XVI e il XVII secolo. Col passare del tempo però il controllo dei familiari viene esercitato sempre meno, ed è qui che gli adolescenti sperimentano le bevande alternative e i comportamenti trasgressivi come l’abuso.

Il senso di questo utilizzo eccessivo di alcolici che si manifesta nel binge drinking, si può comprendere solo se ci si svincola dall’idea che esso sia legato al piacere del gusto. Non è tanto importante la qualità di ciò che si beve, ma che la gradazione e i quantitativi siano tali da avere un effetto “potente”. Come spiegato dalla British Medical Association, al momento questo fenomeno è associato al bere con il preciso proposito di ubriacarsi e di solito si verifica in contesti di socialità, piuttosto che quando si è soli.

Esiste però ancora un ambito della nostra quotidianità nel quale l’acqua recupera una preminenza sociale e riveste il ruolo di “catalizzatore” e collante sociale al tempo stesso: quando diventa fonte di ristoro al termine di una passeggiata, di una corsa, di un giro in bici, quando nell’interno di uno spogliatoio, a partita finita, i calciatori di una squadra passano le borracce da una mano all’altra per dissetarsi dopo 90 minuti di duro lavoro, allora l’acqua riscopre le sue capacità di aggregazione e soddisfacimento di un bisogno primario: è questo che distinguerà sempre l’uso di acqua da quello dell’alcol.

 

LUCA GUERRA

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